Il 19 Marzo a L’Aquila Confartigianato ha celebrato la quinta edizione della Giornata della Cultura Artigiana con l’evento “Artigianato anima del Made in Italy”. Il capoluogo abruzzese, Capitale italiana della Cultura 2026, si è così trasformato anche nella capitale del ‘saper fare artigiano’ con una riflessione corale che ha intrecciato dati economici, visioni politiche e profonde suggestioni culturali.

I lavori, moderati da Federico Quaranta, conduttore radio-televisivo Rai, sono stati aperti dal Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, che ha richiamato il valore della dignità del fare, sottolineando come la data del 19 marzo non sia solo una ricorrenza religiosa, ma il simbolo di una competenza manuale che definisce l’identità italiana.

Il Presidente di Confartigianato Marco Granelli ha focalizzato il suo intervento sul concetto di “unicità” e “cura maniacale del dettaglio” che solo l’artigiano italiano sa esprimere. Granelli ha chiesto con forza che le norme siano tarate sulla dimensione reale del tessuto economico italiano, composto per il 94% da aziende con meno di dieci dipendenti, auspicando una nuova legge quadro dell’artigianato che metta al centro il modello d’impresa basato sul valore della persona e della qualità. “Parlare di artigianato italiano – ha detto Granelli – significa parlare della spina dorsale del Paese. Lo dicono i numeri: 1.233.000 imprese e oltre 2,5 milioni di addetti, 59 miliardi di esportazioni. L’artigianato oggi esprime bellezza, unicità, creatività, i nostri prodotti sono apprezzati in tutto il mondo. Quello che noi vogliamo e chiediamo più di tutto è una nuova legge quadro che riconosca l’artigianato moderno, espressione di qualità, unicità e creatività. Ma chiediamo anche semplificazione ed un’attenzione costante della politica verso le nostre realtà imprenditoriali”.

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha allargato l’orizzonte alla competizione globale, definendo l’artigianato l’anima stessa del Made in Italy. Urso ha spiegato che il marchio “Made in Italy” è ormai percepito nel mondo non solo come origine, ma come sinonimo di eccellenza qualitativa, al pari di grandi brand globali. Il Ministro ha ricordato l‘impegno del Governo per riformare la legge quadro dell’artigianato che risale al 1985, sottolineando come l’Italia sia tornata a essere il quarto esportatore mondiale grazie a un sistema produttivo resiliente che sa coniugare la tradizione di Leonardo da Vinci con l’innovazione tecnologica.

“Nella prima legge annuale sulle piccole e medie imprese e sull’artigianato, che è stata appena approvata dal Parlamento – ha sottolineato il Ministro Urso – tra le altre importanti e significative misure, quelle che riguardano la riforma dei confini e anche la riforma della legge quadro sull’artigianato, che risale a oltre 40 anni fa, vi è anche un dispositivo di legge che, finanzia il passaggio generazionale delle competenze tra un lavoratore ormai anziano, un maestro dell’arte artigiana, che in procinto di andare in pensione, può formare il giovane lavoratore neoassunto sotto i 35 anni con contratto a tempo indeterminato. In sostanza questa legge finanzia il passaggio generazionale delle competenze all’interno dell’azienda artigiana e delle piccole e medie imprese, così che il lavoratore anziano possa continuare a lavorare, facendo nel contempo un percorso formativo per colui che è stato nel frattempo assunto per prenderne il posto”. “La formazione – ha detto Urso – è la sfida più importante, l’abbiamo affrontata con la riforma degli ITS, della formazione professionale, con la riforma che il Ministro Valditara ha fatto con il ‘4 più 2’ che sta entrando in vigore e con la creazione dei licei del Made in Italy che quest’anno hanno aumentato di oltre il 36% il numero degli iscritti e nel disegno di leggo sulle piccole e medie imprese. La formazione è la grande sfida, perché il Made in Italy è identità, cultura, storia, arte, innovazione e formazione”.