Rafforzare il legame tra scuola e sistema produttivo per formare competenze più aderenti alle esigenze delle imprese e offrire ai giovani opportunità di lavoro più rapide e qualificate. È stato questo il filo conduttore dell’incontro che si è svolto il 5 marzo tra la Giunta Esecutiva di Confartigianato Imprese e il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

 

Nel corso dell’incontro è stata anche annunciata la volontà di lavorare a un nuovo protocollo di collaborazione tra il Ministero e Confartigianato per rafforzare la filiera tecnico-professionale e il rapporto tra scuola e imprese artigiane.

 

Aprendo i lavori, il Presidente di Confartigianato Marco Granelli ha sottolineato come, in una fase segnata da trasformazioni tecnologiche, transizione ecologica e cambiamenti demografici, la qualità delle competenze rappresenti un fattore decisivo per la competitività del Paese. Granelli ha ribadito il valore del lavoro artigiano come sintesi tra pensiero e manualità, tra creatività e capacità di realizzazione, evidenziando l’importanza di percorsi formativi che uniscano conoscenze teoriche e competenze pratiche.

 

In questo contesto Confartigianato guarda con favore alla riforma della filiera formativa tecnico-professionale, nota come modello “4+2”, introdotta con la legge 121 del 2024. Il sistema prevede quattro anni di istruzione secondaria superiore seguiti da due anni di specializzazione negli ITS Academy e punta a creare un percorso più rapido e più vicino alle esigenze delle imprese, integrando scuola, formazione tecnica superiore e mondo del lavoro.

 

Nel suo intervento, il Ministro Giuseppe Valditara ha spiegato che la riforma nasce dalla necessità di affrontare uno dei principali problemi del sistema produttivo italiano: il disallineamento tra le competenze richieste dalle imprese e quelle disponibili tra i giovani che entrano nel mercato del lavoro. Un divario che, ha ricordato, spesso costringe le aziende a cercare personale all’estero o a rinunciare a nuove opportunità produttive.

 

Secondo il Ministro, il modello “4+2” rappresenta una risposta concreta a questa criticità perché costruisce un collegamento strutturale tra scuola e impresa. Le aziende che partecipano alla filiera formativa contribuiscono infatti alla definizione dei percorsi didattici, indicando le competenze più richieste dal territorio e dai diversi settori produttivi. In questo modo il curriculum scolastico non nasce più in modo autoreferenziale, ma si sviluppa in stretta collaborazione con il mondo del lavoro.

 

Valditara ha inoltre evidenziato che la riforma prevede un ruolo diretto delle imprese anche nella didattica. Tecnici, manager e imprenditori possono affiancare i docenti nelle attività di insegnamento per trasferire competenze specialistiche che spesso non sono presenti all’interno della scuola. Allo stesso tempo viene rafforzata la formazione in azienda, riconoscendo pienamente il valore educativo dell’esperienza lavorativa come parte integrante del percorso formativo.