Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha definito con il Decreto ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026 la revisione dell’assetto ordinamentale degli Istituti Tecnici con la finalità di adeguare i curricoli degli Istituti Tecnici allineandoli alla domanda di competenze che proviene dal tessuto produttivo del Paese, in particolare per rispondere al Piano Industria 4.0 e all’innovazione digitale in atto in tutti i settori del mercato del lavoro.

In particolare, l’offerta formativa degli Istituti Tecnici che si realizza attraverso 11 indirizzi di studio con numerose articolazioni correlate ai due macro- settori economico e tecnologico-ambientale, sarà aggiornata prevedendo il rafforzamento delle discipline STEM, l’implementazione della connessione al tessuto socioeconomico-produttivo del territorio, favorendo la laboratorialità, l’innovazione e l’apporto formativo delle imprese e degli enti del territorio e la dimensione internazionale.

La novità sta nell’elaborazione a livello regionale o interregionale di accordi denominati “Patti educativi 4.0”, per supportare processi di innovazione didattica e rafforzare la funzione orientativa dei percorsi di istruzione tecnica, favorendo lo sviluppo di competenze funzionali allo sviluppo delle professionalità in ambito lavorativo o la prosecuzione verso l’istruzione terziaria. I Patti educativi 4.0 sono quindi finalizzati a promuovere l’acquisizione di competenze digitali e tecnologicamente avanzate, sviluppare approcci didattici innovativi, favorire esperienze pratiche e supportare i percorsi di formazione scuola-lavoro, favorendo la continuità con l’istruzione tecnica superiore (ITS Academy).

Inoltre, nell’ambito delle attività formative destinate al personale docente, gli Istituti Tecnici possono organizzare per i docenti delle discipline professionalizzanti e per i docenti tecnici periodi di osservazione in aziende delle filiere produttive di riferimento e di affiancamento tutoriale in ordine alle innovazioni introdotte nei contesti lavorativi.

Infine, è prevista la riorganizzazione dei percorsi di istruzione tecnica con lo scopo di rafforzare la dimensione internazionale, favorire gli scambi tra studenti dei diversi Paesi e facilitare l’accesso al mondo del lavoro e la mobilità dei lavoratori con la previsione dell’insegnamento in lingua inglese di discipline di indirizzo a partire dal terzo anno di corso.

Si tratta quindi di un provvedimento che intende collegare maggiormente i percorsi degli Istituti Tecnici con i sistemi produttivi e le imprese del territorio, aumentando le possibilità di ingresso nel mercato del lavoro dei giovani con competenze tecnico-professionali adeguate e raccordate con l’istruzione terziaria (ITS Academy e/o lauree professionalizzanti).